Covid-19: L’aggiornamento del Documento di Valutazione dei Rischi

Alla luce dei recenti chiarimenti, si può ritenere che, quando l’attività non è stata sospesa, possa ritenersi sufficiente che il datore di lavoro provveda a mettere in atto le procedure di informazione, prevenzione, protezione riportate nel presente approfondimento e non risulti necessario provvedere ad aggiornare il DVR con la valutazione del rischio biologico.

Nella maggioranza dei comparti lavorativi “l’esposizione a SARS-CoV-2, potenziale o in atto, non è connaturata alla tipologia dell’attività svolta: il rischio biologico da SARS-CoV-2 è quindi riconducibile al concetto di rischio generico; pertanto vanno sempre, e a maggior ragione, applicate e rispettate tutte le disposizioni di prevenzione e protezione stabilite con norme e direttive ad hoc in sede nazionale e regionale, valide per la popolazione generale ai fini del contenimento della diffusione del virus”.

E per le aziende nelle quali esiste a priori un rischio biologico di tipo professionale, “per uso deliberato di agenti biologici e/o un rischio biologico di tipo professionale connaturato alla tipologia dell’attività svolta, è ipotizzabile che il Datore di Lavoro debba verificare se nella Valutazione dei Rischi ex art. 271 del D.Lgs. 81/08, le misure di prevenzione e protezione già adottate risultino sufficientemente adeguate o meno ai fini del controllo dell’esposizione a SARS-CoV-2 e della sua trasmissione. Il SARS-CoV-2 rientra nella classe dei Coronaviridae elencata tra gli agenti biologici dell’Allegato XLVI del D.Lgs. 81/08, con attuale classificazione in gruppo 2”.

Fonte: COVID-19 – INDICAZIONI PER LE AZIENDE NON SANITARIE E ATTIVITÀ PRODUTTIVE IN GENERE – aidii associazione italiana igienisti industriali